Prof. S. Giannini - Bologna

[...] La corretta integrazione di tutti i parametri sensoriali con il plantare propriocettivo rende possibile ai sistemi di controllo della postura, dell'equilibrio e del gesto motorio di mettere in atto nelle più diverse condizioni, in modo supervisionato, le più appropriate risposte motorie [...]

Trattamento conservativo dinamico progressivo

Ci interessa sottolineare come certe forme di trattamento sono basate solo sul concetto di piede come struttura statica. Le ortesi di adattamento del piede al terreno e di supporto all’arco sono tipici esempi di tali metodi che risultano relativamente inefficaci se confrontati con quelli basati sul controllo della funzione del piede in dinamica. Il trattamento basato su considerazioni funzionali corregge il piede nel corso degli anni mentre i metodi basati su considerazioni statiche possono fornire un temporaneo sollievo ai sintomi ma nel tempo possono condurre addirittura ad un peggioramento del quadro clinico. Per esempio, un plantare di sostegno dell’arco che inverte l’avampiede lungo l’asse longitudinale dell’articolazione mediotarsica può causare nel tempo un’eventuale degenerazione del primo raggio e della prima articolazione metatarsofalangea. In questo caso, anche se la tensione dei legamenti viene inizialmente ridotta, la conseguenza finale di questo tipo di trattamento può essere una deformità articolare.

Stabilità del primo raggio

Il peroneo lungo potrebbe non essere in grado di esercitare una qualunque forza di stabilizzazione plantare del primo raggio. Durante la fase avanzata dell’appoggio intermedio, si sviluppa una grave ipermobilità del primo raggio che può determinare una maggiore e precoce deformità della prima articolazione metatasofalangea. L’ipermobilità del primo raggio rappresenta il prodromo di alcune deformità della prima articolazione metatarsofalangea quale il primo metatarso elevato, l’alluce valgo e l’ “hallux limitus” o rigido.

Durante il periodo di appoggio intermedio, la stabilità del primo raggio è rafforzata dall’adduttore e dal flessore lungo l’alluce. Questi muscoli, tuttavia, non producono una sua adeguata stabilità finchè la base non viene contemporaneamente stabilizzata dal peroneo lungo.

Stabilità del quinto metatarso

Il quinto metatarso presenta un asse di supinazione-pronazione triplanare. La biomeccanica della stabilizzazione del quinto raggio non è stata studiata dagli autori, e non è stato trovato alcun riferimento in letteratura sull’argomento. L’origine, l’inserzione e la dimensione dei muscoli che senza dubbio influiscono sulla funzione del quinto metatarso dimostrano quanto la loro funzione sia difficile da spiegare. In assenza di una spiegazione coerente della stabilità del quinto metatarso, è preferibile evitare qualsiasi discussione.